Montjovet, in breve
Montjovet (pron. fr. AFI: [mɔ̃ʒɔvɛ] , Mondzouèt in patois valdostano) è un comune italiano sparso di 1 761 abitanti della Valle d'Aosta.
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La zona era abitata fin dalla preistoria, come testimonia la presenza di un dolmen presso il col d'Arlaz (1029 m s.l.m.), punto di collegamento tra la bassa val d'Ayas e la valle centrale nel comune di Montjovet. Pur esistendo tracce di insediamenti umani risalenti al Neolitico, come le incisioni rupestri in località Chenal e le tombe a cista della necropoli eneolitica di Fiusey, Montjovet deve, secondo alcune fonti, la propria toponimia ai Romani, Mons Jovis, il monte di Giove, alla cui divinità avrebbero dedicato un modesto edificio di culto, senza che questa ipotesi sia confermata dall'archeologia e dagli studi storici.
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Nei pressi del paese, su due promontori differenti, si trovano i ruderi del castello di Saint-Germain, risalente al X secolo e cinto di bastioni del XV secolo, e la Tour Chenal. I resti della via delle Gallie, di epoca romana, si possono ammirare per un tratto sopraelevato rispetto alla SS26 in località Vervaz, ma maggiormente suggestivo è il tratto scavato nella roccia lungo la SS26 che espone una tomba di epoca romana, in località Champériou. Altri resti di via romana si rintracciano nelle località Toffoz e Barma. Nel borgo (Bourg) sorge una casa cinquecentesca con portale gotico e un'altra casa con torre del 1643, e vi si ritrovano vari affreschi ed elementi architettonici di interesse.
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Come in molti comuni valdostani anche nel comune di Montjovet si produce energia idroelettrica. La centrale omonima, in gestione alla CVA, è posta tra l'impianto di Saint-Clair e l'impianto di Hône 1 e sfrutta le acque della Dora Baltea.
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Montjovet è situato nella bassa Valle d'Aosta. Si estende su un territorio molto vasto, di oltre 18,7 km² di pianura e di collina, dai 370 m di Plout, al confine con Verrès, fino ai 2174 m del Mont Lyan. La sua posizione strategica tra la bassa e la media valle, sia all'envers che all'adret, ha da sempre rappresentato una via di transito obbligatorio verso la Francia e la Svizzera; ne sono testimoni numerose e importanti tracce storiche. All'elemento naturale dell'acqua (Dora Baltea), contribuiscono alla sua divisione in due zone sui due versanti le opere dell'uomo, cioè l'autostrada A5, la ferrovia (linea Aosta-Chivasso) e un oleodotto.
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