Bionaz, in breve
Bionaz (fr. AFI: [bjɔna] ; Bioun-a in patois valdostano; Biona durante il fascismo dal 1939 al 1945) è un comune italiano sparso di 210 abitanti della Valle d'Aosta, situato in un vallone laterale dell'alta Valpelline. Il comune si compone di 21 villaggi. Il capoluogo, Plan-de-Veyne, si trova a 1600 m s.l.m. Secondo la pronuncia del patois valdostano, il nome "Bionaz" va pronunciato omettendo la "z" finale, quindi "Bióna", come per molti altri toponimi e cognomi valdostani (tra cui proprio Bionaz è uno dei più diffusi) e delle regioni limitrofe (la Savoia, l'Alta Savoia e il Vallese).
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La data della fondazione della località è ignota. Le prime fonti che ne attestano l'esistenza risalgono al periodo dell'Alto Medioevo, in cui era certamente abitata. Nel 1227, due persone dichiarano di avere affittato un terreno di proprietà del vescovo. Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del Presidente della Giunta Regionale del 23 novembre 1998. Lo stemma di Bionaz celebra un elemento fondamentale della ricchezza (evocata dal campo d'oro) del territorio: l'allevamento della mucca di razza valdostana pezzata nera. Il bosquet (cf.
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L'architettura alpina è rappresentata dai numerosi edifici in pietra e legno, come i rascard, gli antichi forni frazionali e La Bâtise, antico edificio restaurato e oggi sala polivalente. In località Plan-de-Veyne sorge la chiesa parrocchiale di Santa Margherita. Tra le opere dei vari scultori locali si possono ammirare quelle di Ettore Bionaz, esposte lungo la strada e fruibili a tutti, scolpite nelle cavità degli alberi. Sul territorio comunale si trova la Riserva naturale Montagnayes, istituita nel 2013. I luoghi naturali più caratteristici di Bionaz, come il dirupo chiamato "salto della sposa", la marmitta del gigante e la grotta chiamata borna de la faye, hanno alimentato nei secoli alcune leggende.
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La biblioteca comunale ha sede in località Plan-de-Veyne, nell'edificio che ospita anche il municipio. Come nelle altre località della Valpelline, è tipica la seupa à la vapelenentse. Tra i prodotti tipici della tradizione valdostana anche il pane nero e la fontina, in particolare quest'ultima è stata premiata con il primo e il secondo posto al "Concorso Nazionale dei formaggi - categoria a latte crudo" nel 2001.
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Come nelle altre località della Valpelline, è tipica la seupa à la vapelenentse. Tra i prodotti tipici della tradizione valdostana anche il pane nero e la fontina, in particolare quest'ultima è stata premiata con il primo e il secondo posto al "Concorso Nazionale dei formaggi - categoria a latte crudo" nel 2001.
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Il comune è a vocazione agricola. Importante la tradizione artigianale della scultura e della lavorazione del legno. Il bacino ritenuto dalla diga di Place-Moulin sul Buthier, una delle più grandi d'Europa, alimenta la centrale idroelettrica di Valpelline insieme ai bacini di By a Ollomont. La miniera di rame, oggi abbandonata, è stata coltivata soprattutto nel XX secolo ma probabilmente venne sfruttata già nei secoli precedenti. Il turismo è minore rispetto ad altre località della Valle d'Aosta, legato alle attività sportive e all'escursionismo in montagna. La struttura denominata "La Bâtise", rinnovata, accoglie un ostello della gioventù.
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È il comune più settentrionale della regione Valle d'Aosta ed il primo per percentuale di territorio montuoso: si sviluppa tra la quota di 1490 m s.l.m. (villaggio di Places) e la quota di 4171 m s.l.m. della Dent d'Hérens, dislivello che garantisce un'elevata biodiversità per la presenza di ambienti eterogenei. Grazie a questa peculiarità è anche il comune valdostano con maggiore percentuale di superficie ghiacciata (il 15%) garantita da ben 20 ghiacciai. Occupa il territorio dell'alta Valpelline (val di Bionaz) solcato dal torrente Buthier. Sul territorio comunale si trova uno dei laghi artificiali più importanti di tutta la Valle d'Aosta, il lago di Place-Moulin.
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