Antey-Saint-André, in breve
Antey-Saint-André (fr. AFI: [ɑ̃tɛj sɛ̃t‿ɑ̃dʁe] - Antèy in patois valdostano) comune italiano sparso di 557 abitanti della bassa Valtournenche, valle laterale della Valle d'Aosta.
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Fin dalle epoche preistoriche la valle in cui sorge il paese è stata un'area di passaggio. Nei pressi di Navillod sono stati rinvenuti i resti di un sepolcreto romano, testimoniando la presenza umana nella zona fin dal Neolitico. Le tracce del periodo romano sono poche: tra Fiernaz (pron. "Fièrna") e Antey sono stati effettuati ritrovamenti di fibule a navicella in bronzo, monete, manufatti in pietra ollare, frammenti ceramici risalenti all'epoca classica. Lo stesso toponimo è probabilmente di origine romana, derivato forse dal patronimico Anthesius, per il quale tuttavia non esistono attestazioni documentarie.
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Secondo lo storico valdostano Jean-Antoine Duc, la fondazione della parrocchia di Antey risalirebbe al VI secolo. Sicuramente il territorio occupava tutta la sinistra orografica del Marmore, comprendendo La Magdeleine, Chamois e parte dell'attuale comune di Valtournenche. Invece, Torgnon, che si estende sulla destra orografica del Marmore, venne separato da Antey nel 1249. La parrocchia di Antey venne citata per la prima volta nel 1176 grazie ad una bolla papale emessa da Alessandro III, in cui dichiarava di prendere sotto la sua protezione la diocesi aostana a cui apparteneva Antey. Dopo il 1184 prende forma una piccola comunità di monache agostiniane del monastero di Santa Caterina di Leuéche, profughe dal Vallese.
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Nella vecchia sede della magistratura, detta Casa Engaz o Maison Engaz, oggi ha sede la biblioteca e vi è stato anche allestito un piccolo museo etnografico, con una sala per la "Un tempo la veillà nella stalla", dedicata alla ricostruzione della vita famigliare durante la veillà.
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Un tempo tipico paese di media montagna, oggi Antey-Saint-André è divenuto una stazione turistica di prestigio, soprattutto apprezzata nel periodo estivo. Come in molti comuni valdostani anche nel comune di Antey si produce energia idroelettrica. La centrale idroelettrica di Covalou, in gestione alla CVA, sfrutta le acque del torrente Marmore e quelle dei ru Gran Chamois, Torgnon, Antey, e Promiod. Importante e tipica è anche la lavorazione del legno finalizzata alla realizzazione di vari oggetti, quali statuine e sabot.
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È il primo comune della Valtournenche e una località turistica situata a 1080 m s.l.m. alla base delle montagne che precedono il massiccio del Tantané. Il paesaggio è costituito da vasti prati sovrastati da boschi di conifere e aiutati da un clima temperato e dalla felice posizione del territorio al riparo di venti dominanti. L'ambiente naturale del comune è praticamente intatto se si eccettua l'area occupata dalla centrale elettrica costruita ed entrata in funzione nel 1926 e che sfrutta le acque del Marmore. Interessante è il lago di Lod, situato a 1472 m s.l.m. le cui rive sono occupate dalla tipica canna di palude (Phragmites australis) e da molte altre specie botaniche ormai in via di estinzione. Dista circa 33 chilometri ad est da Aosta.
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